giovedì 17 gennaio 2013

L'albero della vita



Con la crisi economica mondiale, le catastrofi che si susseguono ininterrottamente mietendo, lungo il loro percorso, vittime innocenti, le continue guerriglie che attanagliano i paesi più poveri del nostro pianeta e la pace perennemente in bilico per un crescente sentimento di odio, diffidenza e paura che dilaga fra gli uomini, la bellezza è stata dimenticata o addirittura sembra sia sparita o distrutta per sempre.
L'uomo gravato dai problemi quotidiani non è più capace di accogliere dentro di sé lo spettacolo che tutti i giorni la natura ci offre e nemmeno di godere della bellezza dei tesori inestimabili creati proprio dall'uomo stesso.
Stamattina mi sono imbattuta in questa foto che voglio sottoporre alla vostra attenzione e che rappresenta il Pavimento Museale della Cattedrale di Otranto datato 1163 e mi sono incantata.
Esso rappresenta l'Albero della vita che, secondo la Cabala, è il sentiero di risalita attraverso cui l'intero creato può ritornare al traguardo cui tutto anela, la cui base è appoggiata sulla terra e la cui cima tocca il cielo.
Lungo di esso gli angeli, cioè le molteplici forme di consapevolezza che animano la creazione, salgono e scendono in continuazione, lungo di esso sale e scende anche la consapevolezza degli esseri umani.
La bellezza di questa opera preziosissima merita di essere dettagliata per poterci totalmente immergere nella contemplazione di essa:


Imosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto, tra le opere d’arte più celebri del Salento, è stato realizzato tra il 1163 ed il 1165 dal monaco Pantaleone facente parte dell’Abbazia di San Nicola di Casole a Otranto. La firma dell’autore è incisa nella parte inferiore dell’“opera” vicino all’ingresso principale della Cattedrale, più precisamente non all’interno della Chiesa ma all’esterno, subito dopo la soglia della porta. Un dettaglio che ancora oggi fa riflettere lasciando aperti dibattiti a proposito.
Realizzato con dei tasselli di calcare, il mosaico si estende per circa 16 metri e ricopre per intero il pavimento. Nella parte centrale raffigura un albero, con i rami del bene e del male, considerato fino a poco tempo fa, la rappresentazione dell’albero della vita. Le altre raffigurazioni – quasi globalmente – sono tratte, invece, dall’ antico testamento, sebbene alcuni elementi siano completamente fuori dal contesto.
Sull’altare maggiore è raffigurato Bisanzio, con un’ insieme di cerchi che racchiudono figure umane e animali.
La parte che riguarda il presbiterio, raffigura dapprima Adamo ed Eva mentre vengono cacciati dal paradiso terrestre e poi Re Artù che monta un caprone con in mano uno scettro curvo – totalmente in disuso in quel tempo.
Proseguendo troviamo il gatto di Losanna, con accanto Caino con in mano un bastone ed Abele quasi inginocchiato per il dolore inferto da Caino. Sulla parte superiore dell’albero, in corrispondenza della cupola vi è raffigurato il Demonio sotto forma di serpente, collocato tra Adamo ed Eva.
Scendendo più in giù troviamo la raffigurazione dei dodici mesi dell’anno, formati da dodici cerchi decorati come una cornice, con all’interno i dodici mesi dell’anno. Per ogni mese viene raffigurato un tema. Più in basso ci si imbatte nella raffigurazione del diluvio universale con la mano di Dio che impartisce ordini a Noè inginocchiato al suo cospetto, ed affianco la costruzione dell’Arca con la salita degli animali sulla stessa.
Subito dopo “si incontrano” degli umani che stringono tra le mani un ramoscello di ulivo, simbolo della fine del diluvio e il ritorno alla pace. La base del mosaico è rappresentata da un albero privo di radici, sorretto da due elefanti.
Dalla descrizione delle differenti raffigurazioni, piuttosto articolate e complesse, si può comprendere quanto il mosaico, tuttora, sia di difficile decifrazione Resta quasi avvolto in un mistero che contribuisce a renderlo ancora più affascinante agli occhi dei visitatori.

http://www.otrantonelsalento.it/mosaico-otranto/

6 colpacci:

Ricordo di essere rimasta ad ammirarlo lungamente.
Grazie di averlo ricordato... peretto per questa rassegna di bellezza/e

Marisa! Sono salentina e vedere il "nostro" mosaico qui è una meravigliosa sorpresa. Dovresti vederlo da vicino, è incantevole. Lo scrittore Roberto Cotroneo lo rende protagonista (insieme alla restauratrice intorno a cui ruota la storia) di un libro ammaliante "Otranto".
In realtà, sia pur apparentemente rappresenti l'albero della vita, non vi è una precisa interpretazione del mosaico, Pantaleone è stato criptico nel realizzarlo, senza spiegare mai, all'epoca della realizzazione, le "ragioni" delle sue scelte. Sono tante storie raccontate, il cui senso, nella sua globalità, ancora ci è sconosciuto. E' una leggenda che continua ad intrigarci, un labirinto che, tessera dopo tessera, ci trattiene legati alle leggende.
Grazie infinite per questo post!

E' veramente meraviglioso, mi batto il petto in un mea culpa per essere stato diverse volte ad Otranto senza trovare il tempo per visitare quest'opera d'arte. Peraltro anche poco evidenziata a livello di pubblicazioni relative al Salento in genere, con richiami precisi ma generalizzati a quella città. Ad esempio ho un libro che parla delle bellezze artistiche di Otranto, e dedica a questo capolavoro solo un colonnino di una decina di righe che, molto sommariamente, descrivono l'opera di fra' Pantaleone.
Ben venuta sia quindi questa tua descrizione e soprattutto la fotografia e le notizie ad essa relative.
Grazie e un caro saluto.

non sono mai arrivato fino ad Otranto e , da quanto vedo, mi sono perso molte cose… chissà forse potrebbe essere una meta prossima se non ci fosse un veto perentorio di chi mi accompagna di solito...

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