lunedì 26 settembre 2011

Lili Refrain e il Polyphylla fullo

Ieri sera ho avuto l'occasione di vedere/ascoltare in concerto un'artista - Lili Refrain - che per un'amante come me di certe atmosfere gothic/metal, della voce femminile e dell'uso di campionatori rappresenta quanto di più appassionante io possa sperare di godere.
Come antropologa potrei raccontarvi molto delle atmosfere che questa deliziosa interprete riesce a creare, e del rapporto tra queste sonorità, le sue radici, la sua sperimentazione, e la società/cultura in cui viviamo. Ma rischierei d'essere pedante e cattedratica - cosa che già spesso sono.
Pertanto stavolta mi limito a una sua veloce (auto)presentazione che la dice lunga non solo della sua ricerca musicale, ma anche di come lei si posizioni rispetto alla società e al mondo.

Lili Refrain ha come simbolo un coleottero, il Polyphylla fullo, la cui caratteristica è il non vivere per terra (a differenza di molti altri scarabei), ma sui pini - dei cui aghi si nutre (a differenza sempre degli altri scarabei, per lo più coprofagi). Questo insettino, nell'interpretazione dell'artista, in pratica si arrampica sugli alberi - dove vivrà una vita pericolosa diventando facile preda di innumerevoli altre specie animali - "pur d'avere una visuale più ampia e di non mangiare merda".


Intrigante interpretazione, nevvero? Non provate già simpatia nei suoi confronti? :-)
Qui di seguito il brano che Lili ha composto per lui - Polyphylla Fullo On Rocking Chair - che io voglio vedere come una dolce celebrazione della sua volontà di resistenza, perché anche noi non si smetta mai di guardare lontano - a quello che di incantevole c'è ancora in questo mondo. Buon ascolto!


5 colpacci:

Quando si dice il caso .... avevo appena letto di lei in un altro blog
http://minervajones.blogspot.com/2011/09/musica-intrisa-deros-lili-refrain.html
Deve valer la pena di conoscerla!

Il Polyphylla Fullo: che Calvino abbia tratto ispirazione da un coleottero per scrivere il barone rampante...? Mi lasci un dubbio squisito...

@ Kameo: infatti, visto anche io su Minerva, e da lì sono andata a vederla in concerto con ?Alos ieri sera. ?Alos sarebbe un'altra sulla quale scrivere, forse più come performer che come musicista - ma d'altronde dove finisce un ruolo e dove comincia l'altro?

@Tra cenere e terra: e chi lo sa? Un dubbio veramente squisito (che aggettivo incantevole), concordo!

La questione di questo insetto mi intriga, anche perché nell'agosto del 2008 organizzai sulle rive del Merdanzo vicino all'ontano di cui aveva parlato Calvino una performance sul Barone Rampante che cito
"Altro problema fare i suoi bisogni. Dapprincipio, qua e là, non ci badava, il mondo è grande, la faceva dove capita. Poi comprese che non era bello. Allora trovò, sulla riva del torrente Merdanzo, un ontano che sporgeva sul punto più propizio e appartato, con una forcella sulla quale si poteva stare comodamente seduti. Il Merdanzo era un torrente oscuro, nascosto tra le canne, rapido di corso, e i paesi viciniori vi gettavano le acque di scolo. Così il giovane Piovasco di Rondò viveva civilmente rispettando il decoro del prossimo e suo proprio."
I post sono nell'archivio del mio blog.

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